Alcuni consigli per ottenere il superbonus del 110%

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investire prima casa

Per ottenere il superbonus 110% – ovvero la restituizione del 110% della spesa sostenuta per i lavori di miglioramento energetico tramite delle detrazioni sulle tasse Irpef – bisogna ‘salire’ di due categorie, ovvero migliorare di due “gradi” la classe energetica del proprio immobile e riuscirci non è così semplice come appare.

La convenienza della iniziativa, però, è tale che è consigliabile prima di “gettare la spugna” interpellare un professionista valido in grado, dopo un sopralluogo, di indicare gli interventi più indicati al caso specifico svolgendo anche i calcoli di verifica per avere la conferma che la soluzione suggerita e progettata possa consentire di raggiungere la classe energetica necessaria all’ottenimento del superbonus.

In Italia la gran parte degli immobili rientrano in classi energetiche molto basse: le più diffuse sono la F e la G. Questo significa che l’isolamento termico degli edifici è praticamente inesistente, che gli impianti di riscaldamento sono vetusti e che gli infissi non offrono la giusta protezione dall’esterno (non solo dal punto di vista termico ma anche acustico). Ovviamente questo inefficienze strutturali e di progettazione incidono in maniera importante sui consumi energetici e sui costi che le famiglie sono costrette a sostenere.

Una volta che il professionista di riferimento ha individuato gli interventi necessari alla situazione specifica è il momento di passare a calcolarne il costo: tenendo conto del sia dei materiali e che della manodopera. Determinata l’entità della spesa si potrà valutare l’opportunità di eseguire gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione.

IMPIANTI di Riscaldamento e Raffrescamento
Una vecchia caldaia in cattivo stato potrebbe essere sostituita con un moderno modello ad alta efficienza (a gas a condensazione o, meglio, a biomassa) o con una pompa di calore. Ancora meglio sarebbe utilizzare un impianto di riscaldamento a bassa temperatura, come a pannelli radianti, consente un ulteriore risparmio energetico, anche se si tratta di un intervento di ristrutturazione più grosso. Un’altra buona idea potrebbe essere installare la testina termostatica sui radiatori. Con una spesa non eccessiva si avrà la possibilità di regolare il riscaldamento per ogni singolo ambiente della casa, oltre che programmare la temperatura e gli intervalli di accensione.

INVOLUCRO
Un altro intervento migliorativo importante è sicuramente il cappotto termico o in alcuni casi l’utilizzo di insufflati per chiudere intercapedini.

Inoltre, rientra nella categoria di interventi per migliorare la classe energetica, la sostituzione di vetri singoli con vetri doppi o tripli a bassissima trasmittanza termica, dato che le finestre rappresentano di solito uno dei punti deboli dell’isolamento termico di un edificio.

Le prestazioni dell’involucro vengono definite da una classe, che va dalla I (la migliore) alla V (la peggiore).

Detrazione IRPEF e IRES
Come abbiamo già detto l’ecobonus o superbouns del 110%, previsto dal decreto rilancio, è una detrazione Irpef e Ires del 110% nell’ambito di tre grandi interventi trainanti, tra i seguenti:

  1. la “sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti
  2. sugli edifici unifamiliari
  3. o sulle “parti comuni degli edifici“;
  4. la sostituzione di impianti a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geoterminici;
  5. il cappotto termico“,
  6. e infine “gli interventi antisismici“.

Se viene effettuato uno di questi interventi denominati “trainanti” l’ecobonus 110 viene esteso anche ai lavori tradizionali per il risparmio energetico, all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, e anche all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi id accumulo. Possono beneficiare del bonus 110% tutti i condomini e in caso di lavori su edifici di un unico proprietario solo se questo è una persona fisica.

SECONDE CASE
Contenuto nel decreto rilancio, in corso di approvazione al Parlamento, la norma sull’ecobonus al 110 per cento, potrà subire ancora ulteriori modifiche. In particolare c’è un emendamento al vaglio della Commissione Bilancio che riguarda l’ecobonus 110% per le seconde case. Nell’emendamento al dl rilancio viene previsto l’allargamento dell’ecobonus anche alle seconde case unifamiliari, come le villette a schiera (mentre vengono escluse le case signorili, le ville e i castelli) e al terzo settore. L’estensione dell’ecobonus 110% alle seconde case è consentito su un massimo di due unità immobiliari.

DETRAZIONE, SCONTO in FATTURA e CESSIONE del CREDITO
Un altro punto ancora incerto riguarda i decreti attuativi dell’Agenzia delle Entrate per l’ecobonus 110. Secondo quando previsto dalla norma, le modalità attuative per la detrazione o in alternativa per lo sconto in fattura o la cessione del credito devono essere stabilite da decreti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, che a questo punto dovrebbero arrivare non prima della conversione definitiva del decreto rilancio.

Inoltre anche per quanto riguarda la cessione del credito d’imposta, alternativa allo sconto in fattura, per l’ecobonus 110, manca una “borsa” delle cessioni con soggetti accreditati per evitare le speculazioni di preventivi troppo gonfiati.

Per quanto riguarda i massimali di spesa del bonus 110, questi saranno rimodulati in base alla tipologia dell’edificio. Mentre la tanta anelata estensione dell’ecobonus 110 fino al 30 giugno 2022 avverrà, con ogni probabilità solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare.

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